Fondi Pensione: come funzionano le polizze di previdenza complementare

Il fondo pensione rappresenta un tipo di investimento che ha l’obiettivo di fare in modo che al risparmiatore venga garantito un reddito quando termina la sua vita lavorativa. Quindi si tratta di un reddito indipendente da quello dell’INPS, ma va a complemento della pensione erogata proprio dall’INPS. Si tratta di un modo per integrare la pensione affidandosi alla previdenza complementare. È molto importante informarsi sui vantaggi che possono avere i fondi pensione ed è bene sapere come funzionano le polizze di previdenza complementare, in modo da essere consapevoli se si decide di aderirvi.

Chi può aderire ai fondi pensione

Per aderire ad un fondo pensione bisogna rivolgersi a delle compagnie affidabili, come MA Assicurazioni, agenzia di Sara Assicurazioni Spa, i cui titolari, Franco Marcolina e Anna Rita Antonietti, con competenza sanno spiegare quali sono tutti i benefici ricavabili dai fondi pensione.

Bisogna sapere a questo proposito che ai fondi pensionistici complementari possono aderire sia i lavoratori dipendenti che quelli autonomi. È una possibilità molto importante su cui possono fare affidamento i lavoratori pubblici e privati o i soci di cooperative.

Anche chi già ha una pensione può sottoscrivere un fondo pensione, per avere poi in futuro una seconda entrata. Non conta il reddito e non ci sono vincoli specifici. Semplicemente basta versare dei contributi e, quando si raggiunge la quota stabilita, si ottiene la pensione.

Perché è importante avere i fondi pensione

È molto importante poter contare su una somma integrativa alla pensione, facendo in modo che il patrimonio accumulato durante gli anni in cui si lavora venga convertito in un capitale a nostra disposizione.

Il problema della riduzione degli importi delle pensioni costituisce una questione da non sottovalutare. Per questo motivo, con i fondi complementari pensionistici, il lavoratore quando va in pensione può continuare a mantenere lo stesso stile di vita che ha condotto durante gli anni in cui è stato in servizio.

Quindi quando si va in pensione non si avrà soltanto la mensilità versata dall’INPS, ma anche un contributo aggiuntivo. Ci si può assicurare così una certa stabilità finanziaria.

Le tipologie di fondi complementari

Esistono due tipologie di fondi pensione. La prima è costituita dai fondi pensione chiusi, che sono dei fondi riservati soltanto ad alcune categorie di lavoratori. Ci sono poi i fondi aperti, che sono dei fondi gestiti dalle banche, dalle assicurazioni o da altri enti, che sono aperti a tutte le tipologie di lavoratori, sia pubblici che privati.

A queste due forme dobbiamo aggiungere i piani individuali pensionistici. Si tratta di piani di pensione complementare strutturati secondo le esigenze personalizzate per la persona che li richiede.

Come funzionano i fondi pensione aperti

Sia le banche che le compagnie di assicurazione possono creare dei fondi pensione aperti. I lavoratori che sono interessati a questo tipo di prodotto finanziario lo possono sottoscrivere in forma individuale o in forma collettiva.

Ci sono degli organi di vigilanza appositi che garantiscono che tutte le operazioni vengano effettuate correttamente. Inoltre il capitale versato dai lavoratori viene separato dall’attività dell’ente che gestisce le pensioni complementari.

Ogni fondo obbedisce ad un regolamento, le cui caratteristiche sono ben definite, anche nell’ambito dei profili organizzativi e dei rapporti di coloro che vi aderiscono.

I lavoratori possono decidere in tutta autonomia l’importo da versare e la periodicità del versamento. Per esempio il lavoratore privato può decidere anche di versare il TFR, mentre il lavoratore dipendente pubblico non può scegliere il flusso TFR, ma può versare soltanto il contributo individuale.

Nel caso vi sia un’adesione collettiva, le regole della contribuzione sono stabilite da contratti e accordi in comune anche di tipo aziendale. L’accordo può essere modificato nel corso del tempo.