Come valutare l’affidabilità di un ente finanziario

Se devi selezionare una banca o un ente finanziario è giunto il momento di imparare a valutare l’affidabilità di un istituto del genere. Oggi non è semplice stabilire a quale banca affidare i propri risparmi, un po’ perché a fronte della crisi economica i risparmiatori hanno paura, e un po’ perché le proposte settoriale sono davvero variegate.

Qualche prima considerazione da fare

Se hai deciso di aprire un conto, è bene valutare in primis se l’Istituto di credito scelto sia italiano o straniero. Questo in quanto, bisogna valutare alcuni parametri che potranno dimostrare sicurezza e affidabilità dell’ente stesso. Più nello specifico, ci si deve affidare quasi completamente al giudizio di rating.

Basti pensare infatti che per gli enti finanziari operanti in Italia, sia stranieri che non, devono essere presenti dei requisiti fondamentali, che vedremo di seguito. Questo per evitare di incorrere un domani in eventuali truffe dei prestiti personali.

La questione delle banche online

Le banche e gli istituti di credito online vanno esaminati ancora di più nel dettaglio. In linea di massima oggi, sulla scorta delle analisi effettuate dall’Università Bocconi, pare che ci si possa fidare di più di questi enti finanziari piuttosto che in quelli fisici.

Ad oggi sul territorio italiano, ci sono enti online che possono dimostrare di avere un Cet1 pari o maggiore 22,44%, valore parametrico questo molto più alto rispetto a quello registrato da tutte le altre banche tradizionali, spesso etichettate come le più solide. Circa quel che concerne l’efficienza come anche la questione della redditività, sono poi ancora più convenienti, e sicure, ponendo l’utente in una posizione molto più serena rispetto alla scelta di altri tipi di credito.

Le sofferenze bancarie

Sono molti i parametri che andrebbero esaminati per stabilire se una banca abbia o meno il rischio di fallire, o anche trovarsi in difficoltà. Uno di questi concerne l’eccesso di sofferenze bancarie. Anche detti, NPL Non Performing Loans, si tratta della presenza di crediti deteriorati nell’Istituto che minano il portafoglio crediti che le banche vantano verso i debitori. Crediti che però non possono essere più pretesi e dunque non verranno mai incassati.

Le operazioni finanziarie proprie, le eventuali perdite e la corsa agli sportelli

Per le operazioni finanziarie proprie, e le annesse eventuali perdite, si tratta di movimenti rischiosi che portano la banca ad andare in deficit. Questo in quanto esse vengono portate avanti solo per interessi personali.

Circa invece la corsa agli sportelli, di solito è un parametro non proprio validi in Italia in quanto su verifica pochissimo ultimamente. Ma comunque trattasi del prelievo forzoso sui conti bancari. Spesso dunque le banche non possono garantire ai cittadini l’integrità dei loro risparmi. Per cui se la banca non fornisce certezze ai suoi clienti in vista di un possibile scenario, bisognerebbe proprio evitare di prenderla in considerazione se non ci si vuole trovare in default.

Considerare il Total Capital ratio

A questo punto infine non viene altro da fare, che considerare il Total Capital ratio, che viene indicato nel bilancio e nelle relazioni periodiche della banca.

Esso rappresenta il connubio tra il patrimonio e il valore delle attività ponderate per il rischio. Si tratta più precisamente di ben due indicatori che oscillano in base ad altri paramenti, e per cui va sempre esaminato con attenzione il contenuto dei bilanci dove spesso si indica il valore di tali dati.

Più nello specifico c’è il CET1 che rappresenta i rischi scaturenti dalle sofferenze (NPL) e che in base alla risorse detenute dalla banca permette di elargire prestiti ai clienti. Secondo quanto stabilito dalla BCE, un simile controllo deve portare ad un valore parametrico non inferiore all’8%.