3 modi per risparmiare sull’impianto di riscaldamento

Stai ristrutturando casa? Devi cambiare l’impianto di riscaldamento? Oppure cerchi una soluzione per risparmiare? Una delle voci di spesa più consistenti nella gestione di casa e ufficio è senza dubbio il riscaldamento. Rendere calde e confortevoli le stanze e gli ambienti è molto facile, risparmiare lo è un po’ meno. Ma con i giusti consigli è possibile. Sapevi ad esempio che è meglio mettere in atto un piano di manutenzione regolare degli impianti? E poi ancora agevolazioni e contributi. Ecco come risparmiare sull’impianto di riscaldamento valido per qualsiasi tipo di stufa: scopri i migliori termoconvettori, vai qui!.

Investimento e manutenzione regolare

Uno degli errori più grandi che puoi commettere è sottovalutare la manutenzione degli impianti: siano essi caldaie, termosifoni, camini o stufe. Con i nuovi dispositivi in circolazione, si è spesso tentati di comprare quello meno caro ma attenzione alla manutenzione. Considera infatti l’acquisto di una stufa a pellet o una caldaia a biomassa con classe energetica alta come un vero e proprio investimento nel tempo. Ricordati però di effettuare una manutenzione regolare: pulizia dell’impianto, revisioni annuali e attenzione agli accessori. Solo in questo modo potrai evitare grossi danni che richiederebbero costi di riparazione decisamente sostenuti.

Verifica la possibilità di detrazione fiscale

Di frequente siamo attratti da offerte imperdibili e non ci soffermiamo ad effettuare ricerche accurate. Esistono però modi per accedere ad interessanti detrazioni fiscali sull’acquisto di stufe a pellet o impianti a biomassa. Con la proroga contenuta nel Decreto Crescita, le agevolazioni sono state estese fino al 31 dicembre 2019. Ciò significa che se hai acquistato un dispositivo per il riscaldamento nel periodo tra il 1° gennaio e la fine del 2019, puoi accedere ad agevolazioni in sede di Dichiarazione dei Redditi. Sono due le possibilità: Bonus Ristrutturazioni ed Eco Bonus. Se stai ristrutturando casa e acquisti una stufa puoi ottenere il 50% di detrazione per una spesa massima di 96000 Euro. Se invece sei alla prese con un miglioramento dell’efficienza energetica, puoi accedere all’Eco Bonus. È una detrazione del 65% su un tetto di spesa massimo di 30000 € sull’acquisto, la posa in opera o la sostituzione di impianti obsoleti.

Come ottenere un contributo

Ultima ma non meno interessante possibilità è il contributo erogato dal Gestore Servizi Energetici (GSE). L’ente può erogare, dietro apposita richiesta, un contributo sull’acquisto di stufe a pellet o caldaie a biomassa che può coprire fino a 65% delle spese. Per importi inferiori ai 5000€, l’erogazione avviene entro 90 giorni dalla domanda. Per importi superiori, l’erogazione viene divisa in due parti, una entro 90 giorni dalla domanda e l’altra nell’anno successivo alla richiesta.

Insomma, i modi per risparmiare esistono e te li abbiamo mostrati. Non dimenticare però di mettere in atto le piccole accortezze che possono ridurre le spese per il riscaldamento. Non accendere gli impianti se non è necessario, chiudi porte e finestre per non disperdere il calore, scegli impianti efficienti che possano erogare calore consumando meno energia possibile. Un favore al tuo portafoglio e anche all’ambiente.

Normative statali e regionali, il “blocco padano”

L’inquinamento atmosferico è una delle grandi questioni che dobbiamo affrontare nel mondo moderno. Le immissioni nocive arrivano principalmente dalle grandi fabbriche, dal traffico e dagli impianti di riscaldamento. Per questo motivo in tutto il mondo, Italia compresa, sono state adottate misure di contenimento per limitare le emissioni dannose e quindi tenere bassi i livelli di inquinamento.

In particolare in Italia esistono una serie di normative statali e regionali che regolano il funzionamento degli impianti di riscaldamento: l’accensione, il numero di gradi massimo consentito, ma anche la classe energetica e il tipo di combustibile di stufe e camini.

Un’area particolarmente interessata dall’inquinamento è il cosiddetto “blocco padano”, ovvero il territorio della Pianura Padana. Per questo motivo nel 2017 lo Stato Italiano d’intesa con le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto ha sottoscritto un accordo per migliorare la qualità dell’aria in quelle zone.