Recensione
Titolo del film: Il cuore grande delle ragazze
Trama: Anni trenta, squarci di luce su una realtà tutta contadina: un'umile famiglia, i Vigetti, ha tre figli: Sultana,Carletto, Edo e lamenta il proprio stato di povertà. Dopo una discussione, i genitori decidono di far maritare Carletto, per porre fine alle loro ristrettezze economiche, con una delle due figlie degli Osti: ricchi proprietari terrieri.
PARMA, 15 NOVEMBRE - Carletto, interpretato da un sorprendente Cesare Cremonini, è un ragazzo dedito alla vita mondana: ama molte donne e la sua immaturità lo spinge a lasciarsi guidare da un impulso animale in ogni situazione: a tal punto che pur di ottenere ciò che da tempo desidera, una moto, si lascia convincere dai genitori ad accettare il matrimonio con una delle due ricche sorelle. Nel salotto di casa Osti, inizia un periodo di incontri tra i giovani delle due famiglie, turbato però, dall'arrivo di Francesca, la sorellina più piccola. I due ragazzi si piacciono fin da subito e decidono di sposarsi. Finalmente il ragazzo, dopo mesi diastinenza, può consumare la prima notte d'amore con Francesca; ma proprio mentre erano in luna di miele, incontra fatalmente una donna che gli fa perdere la testa. La moglie dopo aver scoperto la scappatella del marito lo lascia, ma solo per un periodo: il suo cuore è grande e sa ancora perdonare, anche uno sposo infedele e immaturo come il suo. Avati ritrae le scene di paese e quella del matrimonio con un pennello verista: mostra l'animo dei protagonisti nella sua nudità e spontaneità; il desiderio sessuale maschile è un topos ricorrente. Le musiche di Dalla danno colore al "quadro cinematografico" e contribuiscono a renderlo ancora più verosimile all'ambiente contadino degli anni trenta. Il momento più drammatico: quello in cui la sposa scopre il tradimento, è recitato con abile maestria ed espressività dalla meravigliosa Micaela Ramazzotti; anche l'interpretazione di Cremonini ha stupito la critica: ha saputo dare grande spessore psicologico al suo personaggio, e molti si chiedono se questo sia l'inizio di una futura carriera nel mondo della recitazione o se sia solo una delle innumerevoli e fantomatiche trasformazioni di un artista a tutto tondo. Il registra, abile ritrattista di spaccati di vita sociale, ha saputo descrivere la concezione subordinata della donna nel trentennio fascista, la mentalità del maschio italiano e il suo attaccamento al matrimonio. Nonostante la bravura di tutto il cast, il giudizio complessivo del pubblico sul film è negativo perchè la storia, narrata in ottantacinque minuti, è piuttosto banale, priva di colpi di scena o di momenti di alto valore morale: non racconta nulla di eclatante o particolamente suggestivo e le vicende si susseguono con un ritmo poco dinamico.
Voto complessivo 5
Angelica Morena