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Al Parco Filippo Timi, Amleto straripante e beffardo Stella del cinema che non dimentica il teatro, sarà a Parma il 12 e 13 marzo con una riscrittura paradossale e tragicomica da Shakespeare.

Al Parco Filippo Timi,
Amleto straripante e beffardo

Stella del cinema che non dimentica il teatro, sarà a Parma il 12 e 13 marzo con una riscrittura paradossale e tragicomica da Shakespeare
 
Parma, 9 marzo 2010 - Il re è nudo, anzi è pazzo. Filippo Timi, uno dei maggiori talenti del cinema e del teatro italiano di oggi, debutta a Parma con il suo ultimo spettacolo in cui rivisita a modo suo il personaggio-icona di Amleto in chiave di commedia degli eccessi e di tragedia dell'assurdo.
Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche andrà in scena al Teatro al Parco venerdì 12 e sabato 13 marzo alle 21 nell'ambito di Serata al Parco, stagione di teatro contemporaneo del Teatro delle Briciole.
Chi è Timi? È un caso raro di attore che sale i gradini della celebrità diventando uno dei divi del nostro cinema, e che contemporaneamente coltiva un talento letterario affermandosi come scrittore. Il  36enne perugino, esploso nel 2005 come scrittore rivelazione dell'anno con Tuttalpiù muoio (scritto a quattro mani con Edoardo Albinati),  successo bissato dal più recente Peggio che diventare famoso, è al tempo stesso protagonista di film di successo delle ultime stagioni cinematografiche (Come Dio comanda, Vincere). Ma Timi nasce sul palscoscenico, e al Teatro al Parco si potrà apprezzare l'attore e regista teatrale con un Amleto tutto suo, scritto e diretto a quattro mani con Stefania De Santis. Un Amleto comico e tragico, narciso e orgiastico. Una commedia del paradosso e dell'esplosione vitale, del rapporto tra illusione e realtà, potere e follia. Spiega Timi: "Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente re, un re quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere? Un ragazzino viziato, che probabilmente se avesse mai sbirciato nella camera dei genitori, li avrebbe trovati a fare le orge con le fattucchiere di corte e i soldati in divisa. Un ragazzino viziato che d'improvviso si sveglia nella notte, inizia a ridere e demolire il mondo, esasperando i meccanismi di potere, desideri e brama, che regolano la natura violenta dell'uomo. Lui, il delfino del re, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, comincia a smontare, mattone su mattone, la piramide stessa, crollando con essa".
È la coscienza del mondo, dietro lo schermo della pazzia, il tema che affiora prepotente nell'Amleto di Timi. "Se io avessi coscienza del mondo, la netta percezione che tutto quello che accade è solo un'eterna ripetizione, mi verrebbe da ridere, amare con la stessa leggerezza di chi calpesta un fiore, uccidere con la stessa frivolezza, violentare con la medesima noncuranza, ma gli effetti delle azioni si imprimono nella memoria del cuore e nella carne dell'anima, ed ecco che l'abisso arriva alla gola. Di fronte alla realtà, di fronte a certi irrimediabili eventi, la morte, la perdita di un amore, il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto".
 
Insieme a Timi-Amleto, sulla scena c'è un gruppo affiatato e compatto di attori. Paola Fresa nei panni di Ofelia, Lucia Mascino, Luca Pignagnoli e Marina Rocco.
Luci suoni e scenotecnica sono di Luca De Marinis, organizzazione Luca Marengo, Simona Toma, foto Chico De Luigi, produzione Santo Rocco & Garrincha in collaborazione con Nuovo Teatro Nuovo
 
Parcheggio e ingresso a Teatro da Viale Piacenza
Nelle sere di spettacolo è possibile utilizzare il parcheggio di piazzale Badalocchio (supermercato Conad) ed entrare al Teatro al Parco da Viale Piacenza. Dal parcheggio si fa un brevissimo percorso a piedi che fiancheggia la filiale Unicredit di fronte al Conad e permette di accedere direttamente al Teatro senza entrare nel Parco Ducale.
 
Biglietti
Intero euro 12, ridotto euro 10
 
Informazioni
tel 0521 992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole

09/03/2010

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