L’IPNOTISTA – Lars Kepler
(Longanesi, Milano, pp.585, 18,60 euro)
“Sentirai solo la mia voce e il conto
alla rovescia. Tutto è tranquillo e immobile
e non c’è motivo di aver paura.”
Erik Maria Bark era l’ipnotista più famoso di Svezia. Poi qualcosa durante una seduta di gruppo è andato storto e la sua vita è stata travolta da un vero e proprio scandalo mediatico. Erik ha promesso che non avrebbe mai più ipnotizzato nessuno, ma ora, dopo dieci anni in cui ha mantenuto la sua promessa, è venuto meno alla parola data. È l’8 dicembre, in piena notte Erik si sveglia di soprassalto allo squillare del telefono. All’altro capo c’è Joona Linna, un commissario della polizia criminale dal pacato accento finlandese. Joona lo informa che c’è un ragazzo ricoverato in ospedale che ha bisogno del suo aiuto. Joseph Ek ha assistito all’omicidio della madre e della sorellina, ed è stato ritrovato in mezzo ad una pozza di sangue, miracolosamente ancora in vita. Joseph si trova in un profondo stato di shock e non può comunicare col mondo esterno, per questo è stato chiamato Erik: la polizia ha bisogno immediatamente della testimonianza di Joseph per poter salvare la sorella maggiore, scomparsa misteriosamente, e l’unico modo per farlo è indurlo in ipnosi. Erik accetterà di ipnotizzare Joseph, infrangendo la sua promessa, per aiutare la ragazza, ma anche perché nel suo profondo non ha mai smesso di voler praticare l’ipnosi. Ma Erik non potrebbe mai immaginare ciò che Joseph Ek sta per dire sotto effetto dell’ipnosi, come non potrebbe mai immaginare che suo figlio sta per essere rapito…
I VOTI DE 'L'IPNOTISTA'
Questo è un libro che si legge tutto d'un fiato. Una scrittura piana e scorrevole, che crea però anfratti di viva tensione, tenendo il lettore sulle spine in alcuni momenti nevralgici in cui ci si ritrova a trattenere il fiato assieme ai protagonisti. Un ottimo gioco di parole che ben rende le atmosfere cupe, umide e attutite della nevosa Svezia in cui è ambientato il romanzo. L'ipnotista è un volume corposo, ma le quasi 600 pagine non pesano ad un lettore che, come già detto, viene totalmente catturato dalla vicenda, costruita in modo eccellente, che non risparmia attimi di vera paura anche per chi vive il tutto dal tranquillo salotto di casa propria. 9 è il voto per la storia dell'ipnotista: se i soldi per leggere sono sempre i meglio spesi, consiglio vivamente di andare a spendere in libreria questi 18 e rotti euro.
Sulla copertina del libro troneggia il nome di Lars Kepler, ma questo è solo uno pseudonimo dietro al quale si celano i coniugi autori del caso letterario del nuovo anno: Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho. L'escamotage dell'identità celata per far salire la curiosità intorno allo scritto è un po' obsoleto, e proprio per questo, i due svedesi seppur bravissimi, si prendono un voto bruttino: 5 per il cattivo gusto del gioco dello pseudonimo.
Infine 4 ai paragoni. Quella che è stata presentata come la nuova pietra miliare del genere thriller, ha già riscosso il proprio successo anche nel nostro paese, infatti, appena uscito in Italia, L'ipnotista è subito schizzato in testa alle classifiche delle vendite, scalzando autori molto amati e decisamente più conosciuti. Nonostante la novità del nome e il coro di 'osanna' che si è innalzato dall'industria editoriale di tutta Europa, c'è stato un numero considerevole di persone che ha voluto per forza mettere a paragone il romanzo di Lars Kepler con gli scritti di un altro grande scrittore svedese, Stieg Larsson. Per favore, niente paragoni: ogni scrittore, addirittura direi ogni libro, vive di un respiro proprio e questo voler vedere per forza qualcosa in qualcos'altro, è fuorviante ed inutile, soprattutto visto che spesso lo si fa a costo di grossolane forzature.
di Silvia Mammarella