"L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn
L’OMBRA DEL VENTO – Carlos Ruiz Zafòn
(Mondadori, Milano, pp. 439)
Daniel,un ragazzo di undici anni, figlio di un libraio, viene accompagnato dal padre nel Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo dove vengono conservati libri sconosciuti ai più e destinati a scomparire. Il ragazzo trova qui un libro intitolato L’ombra del vento di Julian Carax, un autore sconosciuto, e decide di prenderlo con sé per leggerlo. Immediatamente Daniel viene catturato dalla storia e vuole perciò avere maggiori notizie sull’autore. Si mette quindi a fare delle ricerche, dapprima in biblioteca, poi cercando informazioni in maniera sempre più assidua. Dal libro, intanto, la vita di Julian si scopre intricata e il racconto diventa sempre più vicino alla realtà di Daniel. I personaggi del libro iniziano ‘a prendere vita’ e strani aloni di mistero avvolgono Barcellona e i suoi abitanti. Verso la fine del libro la trama si scioglie e si scopre un parallelismo sorprendente tra le vite dei due personaggi, forse grazie anche a questo Daniel riesce a non fare lo stesso errore di Julian: il nostro protagonista salverà la sua amata e darà vita ad un bambino che magari potrebbe ripercorrere lo stesso sentiero del padre…
I VOTI DE ‘L’OMBRA DEL VENTO’
Zafòn ci narra una storia romantica, tragica allo stesso tempo, che sa lasciare il segno a distanza di messi dalla lettura. Un 7, dunque, alla forza emotiva del racconto.
Mille le sfaccettature che si possono cogliere in questo romanzo, narrate però lungo più di 400 pagine… Probabilmente un lettore non troppo costante potrebbe perdersi un po’ in questa mole di carta, quindi, al dilungarsi che fa perdere un po’ le fila del narrato, voto 5.
Con ‘L’ombra del vento’ Zafòn ci presenta una Barcellona misteriosa, dai tratti onirici, finalmente una prospettiva diversa dalle solite tinte calde e chiassose usate per descrivere la Spagna. Al distacco dal luogo comune, voto 7.
Parliamo infine della copertina. L’immagine in bianco e nero, con una Barcellona fumosa e umida dà bene l’idea della dimensione sognante del romanzo. Visto che l’occhio vuole la sua parte, alla foto della copertina do come voto un bell' 8.
01/02/2010