Se dessi brodo marcio
Se dessi brodo marcio
da mangiare ne avrebbero questi voglia?
Non trasformerebbe loro la vista in vittime-
mentre la furia dell'accusatore gli grida:gosini?
Dobbiam noi farci prece -di sterminare i nobili cavalli
dell'umanità che desta,conoscente e arguta
cos'ultima che insegna appena a stare
ma si mischia troppo al mondo,-
l'umanità che spicca per palazzi,inerpicati
grattacieli dai cementi -color del cielo
e macchine vedenti per la giustizia applicata,
ha i suoi colori nel cerchio bianco di sua carta,
che presidente nero annullò gli schiavi,
e il rosso di giustizia francese
applicato a morale
dà grandi messe di umana speme
e giovenil respiro
L'umanità nutrita e che riinneggiò al cibo,
minimale risorsa nel campo ampio della vita,
l'umanità che ama sperare,
e ha scoperto in questo amore il tempo
e le occasioni
e le tensioni,e la bellezza
è pronta per intraprendere un cammino;
non in nave anche se commercio si mischiò a schiere
di babele,
un viaggio sulla terra
cosa che così vista può apparire un Esodo,
un cammino,che è cosa da fare al Tavolo
inneggiato da Artù e dal Graal
gli ebrei di pasqua lasciarono l'egitto
e la resurrezione di Nostro Signore
potrebbe essere vista
come il nuovo cammino degli ebrei,
che han così per sempre un inizio.
Ma noi che inizio non abbiamo siamo barbari
chiedono le voci
no!non più ma l'eravamo,peggio
dalla scimmia discendiamo
(a questo non credo)
La Civiltà sovvenne
dal 325 roma accettò la cristianità
l'Italia è il primo paese cristiano.
Forse di questa nostra storia
è pregna l'alma
che sente invero la civiltà che non ravviciniamo.
Spento è il desio - si diceva dei giovani nostri
e paura in forma d'uomo arrivava
in strazio sino all'infernal girone trasformandosi
c'erano petunie viola belle agli occhi del sole,
ove immoto è l'amore della neve,infante
in sì benigne bende,nere,avete avvolto un pargolo;
Fanciullo,non capivo
come potesse la neve essere soggetto degli studii
mentre mancava pur vedendola la vita con l'essenza,
più tardi,adolescente,rividi quel problema del non sapere
cosa fare -fuori
Sovviene il fuoco e civiltà si formano
gradevoli al palato delle cartine geografiche del mondo
tempo trascorso di Signorie
di cui è facile veder le segna
Vedendo l'atto dei re e dei signori
noi possiamo sperare
nell'avvento di una nuova era.
Maturo sono,ed umanità dispone di facoltà
di creare
qual mondo vuole
Non servon ora i desii di allora,al tavolino?
Acciò che è nel mondo,non è lamento,
ma bisogna badare a non perseverare nelle cose marginali;
c'è chi desidera far di vita sua un portento
seguir le mode che lasciano fessi,
nel gran nome stampato del mondo
levarsi per motti o - modi di dire,
imprimer la sua faccia nel solco girotondo
che luci al neon illuminano,innerito,
d'un nero falso che non gli è dovuto
perchè non è attivo.-
E quando giustizia segue i mali
e li sconfigge come spifferi infernali-
muove le braccia padron sulla bilancia
e ride un mio Signore sù nel Cielo.
Ma se al mondo non baderò a troppa seduzione,
si è uom di spirto,e non son servo,
ricalcar non voglio le gesta degli eroi
ma con nuove gesta - migliorar questa terra
sino a renderla mitologica,
che è il modo in cui si vede il mondo.
E'così che nasce il mito -vedere il mondo mitologico
e lo sprigionarsi - delle nuove Energie.
Così vorrei chiedere a quel tale della moda
che sosteneva questo
cò fù per lui Dioniso.
Basta dir col tuo il nome di qualcosa
cada qualunque idolo
che la morale rigetta all'uguaglianza avverso.
Perchè il nome di un'auto a significare il sociale
e far partir potrei una schiera che gli toglie il fa,
un altro FA necessita ora il mondo
che il nome di una macchinetta.
Stretto,servo-padron tu tieni il mondo
si apra lo spazio dell'uguaglianza sulla terra,
aristocratici inutili lasciate.
(Giacomo Amoretti)
07/07/2010