Il ratto d'Italia
Era Italia etrusca nelle forme degli alberi
che il precursor romano eresse piazze quadre bianche
come il bianco
e già canti nascevano
mentre pozze
colmate erano dalla battaglia.
Or altro spirito guerriero servir non voglio
alla grande civiltà romana che ebbe un figlio
guardar io voglio.
Partorì,essa,la civiltà,
il figlio giovane,
ancor si trova ai giorni nostri
Alcuni sostengono che il figlio sia femmina,
per dare un'altra nota di bellezza
a questo inizio
con la donna.
I memoriali canti che insegnano
sempre riportano giovinezza
come lieto amore,
dipartenza,mito, stagione terrena
e quando giovinezza a terra s'imbatte
cresce un forte albero
e l'atmosfera s'inscurisce.
Ma il popolo nostro che tanto ebbe e crebbe,
molto fece d'uomo in uomo sino ad oggi,
spesso diviso invero come al fantasma
di cui ci troviam oggi a cospetto.
Infatti Italia nostra rischia d'esser
rapita
dal mostro.
Sfortuna,da essa proveniamo,la svastica,
sciagura.
In cui bellezza sparve
e felice età precedente al periodo fascista
più per unità non riapparve.
Talmente ci siam ripresi da quegli uomini
fascisti che presero in mano la sorte
e quello fecero,
che c'è ottimismo,lavoro;
l'Italia è cresciuta,c'è sviluppo
e civiltà
ma il mostro volle rapinare la bellezza,
non contento del monopolio dei costumi,
e questo ci fà rider molto
perchè si appresta l'ora
-in cui saremo sotto la sua dimora
direbbe il cantante (a sottolineare
quanto il fomento -lo scontento- è sul piano normale).
Ha voluto il mostro appropriarsi di ciò che è libero,
dire che è proprio ciò che è di Dio,
facendo una torre di babele
per cui rido a ciò che è ne farà le spese.
(Giacomo Amoretti)
16/02/2010