Pioggia primaverile
Sorrise al ciliegio,singhiozzando bagnò
la vernice delle carrozze e il fremito degli alberi.
Sotto una luna esorbitante i violinisti a uno a uno
si fanno largo verso il teatro.Cittadini,in fila!
Pozzanghere sulla pietra.Come una gola colma
di lacrime sono le rose - profonde,tra sfavillanti
fradici diamanti.Umida frustata
di gioia su loro,sulle ciglia,sulle nubi.
Per la prima volta la luna queste file e il fremito
delle vesti e il potere di labbra esaltate
modella con l'epopea del gesso,
modella il busto mai modellato da nessuno.
Che cos'è questo cuore in cui il sangue rapido
scorre verso la gloria,defluendo dalle gote?
Eccolo che pulsa:le mani del ministro
fanno delle aorte e delle bocche un fascio.
Non è la notte,nè la pioggia,nè il grido
lacerante:"Per Kerenskij hurrà!",
è la via cieca al foro
delle catacombe ieri senza uscita.
Non sono le rose,nè le bocche,nè il rombo
della folla,è qui presso il teatro -la marea
della vacillante notte d'Europa,
fiera di sè sul nostro asfalto.
(Boris Pasternak)
16/02/2010