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Notizie di Mille mondi, una città - Romanzo a puntate

Le prove

EPISODIO 7 - “…e forse…non esistono decisioni giuste…” così aveva concluso suo padre e quelle parole continuavano a correre su e giù nella testa di Giuly, anche durante quel tardo pomeriggio. La ragazza stava in camera sua, era tornata da poco a casa, la sua sbraitante seicento taceva comodamente parcheggiata in garage e fuori dalla finestra, il quarto piano glielo consentiva, osservava in lontananza quel sole che sembrava non volesse andare giù. Geloso, continuava ancora a rischiarare fiocamente la città, annunciando il quasi arrivo della primavera. Era come se intendesse accogliere i sogni di tutti, alimentando la fantasia di ognuno con un timido caldo che si diffondeva nell’aria e coccolava le speranze di un caldo risveglio per chiunque.
I consigli, le parole, il colloquio, le amiche e le cose in sospeso…sì, tutto ancora a portata di mano, ma Giuly aveva almeno deciso che non si sarebbe fatta sfuggire il lavoro in quell’azienda dell’operosa e attiva provincia parmigiana. Lo avrebbe accettato. Ora la cosa difficile, fra le tante, era trovare il modo migliore con cui dire alla sua cara e tenera amica Cinzia, che avrebbe rifiutato il posto nella sua agenzia di viaggi.
In fin dei conti non le faceva poi così un grave torto e questo suo rifiuto non rappresentava nulla di così tragico…ma Giuly era fatta così…troppo sensibile? Paura di deludere qualcuno? Oppure speranza di trovare un motivo che l’avrebbe portata a cambiare idea?
“Sai Cinzia…ho pensato molto alla tua proposta… - la ragazza avvolgeva con la sua mano destra il pugno che nasceva dalla sua mano sinistra, testimoniando un evidente imbarazzo o forse una semplice difficoltà? - soltanto che…che credo di non poter accettare…- un attimo di pausa per controllare una qualche reazione - sai l’azienda che mi ha assunta…d’accordo è un periodo di prova…però è una buona occasione, un lavoro importante…”
“Ed io ti rispondo che sei davvero un’ingrata, irriconoscente, snob, schiava del sistema e anche un po’ str…” “Fermati!” Intimò Giuly, voltandosi di scatto verso il letto di camera sua. Randy era sdraiato, appoggiato al muro e con le braccia dietro la testa. La gamba destra poggiava sul telaio di legno che circondava rete e materasso e la caviglia della gamba sinistra poggiava sul suo ginocchio destro formando un preciso angolo di novanta gradi. Il piedino sinistro del ragazzo dondolava velocemente e sulla sua faccia nasceva una timida espressione di scherno nei confronti della sua amica. 
“Che c’è che non va?” chiese “innocentemente” Randy.
“A parte che Cinzia non risponderebbe mai così…smettila di rendermi le cose difficili…”
“Che ne sai…magari la ferisci così tanto che le spezzi il cuore…”
“Randy, - tagliò corto Giuly – già ti permetto di poggiare quelle scarpe sul legno… - eh sì, la ragazza si stava decisamente avvicinando ai trent’anni e il letto comprato, completo di tutto il suo recinto in legno, in quello scatolone blu in fondo a via Mantova diventava improvvisamente un tesoro inestimabile da proteggere da tutto e tutti – perciò cerca almeno di aiutarmi…”
“E’ quello che sto facendo…”
“Dicendo che spezzo il cuore ad una delle mie migliori amiche? Se questo è il tuo modo di aiutarmi allora meglio se stai zitto…” disse Giuly.
“E che sarà mai…” sdrammatizzò Randy.
Il ragazzo, troppo sveglio per la sua età quasi matura sapeva che poteva prendersi il lusso di prendere in giro la sua cara e vecchia amica Giuly.
“Allora comincio dicendole…Cinzia…”
“Naaaa…” disse, distrattamente, Randy mentre giocherellava con il suo spoeticizzante shuffle.
“Ma come no? Non ho detto ancora nulla.” si stupì Giuly.
“Appunto, forse sarebbe meglio non dirle nulla…” filosofeggiò Randy.
“Atteggiamento maturo, davvero molto maturo.” la ragazza bocciò così la proposta.
“Tuo padre… - Giuly interrogò con lo sguardo il ragazzo – dille che lavori con tuo padre, credibile no…”
I due amici ridevano, in fondo era divertente tutto questo e Giuly si concedeva quel tardo pomeriggio di spensieratezza, sapeva che il nuovo lavoro l’avrebbe assorbita totalmente nei giorni a venire. Non era così difficile raccontare a Cinzia la verità. La sua amica non se la sarebbe presa, anzi, avrebbe compreso e appoggiato la scelta di Giuly. Forse quest’ultima, però, inconsciamente, cercava o forse sperava di trovare qualche ostacolo…un leggero impedimento, anche minimo, che però sarebbe stato sufficiente a condurla in una direzione differente, opposta perché no. Si conosceva Giuly, certo non sino in fondo, cosa impossibile, ma almeno conosceva alcune dinamiche che dominavano i suoi pensieri e quindi le sue decisioni. Perciò era cosciente, nel fondo della sua incoscienza, che forse quel lavoro non era ciò che realmente desiderava.
Ma virò Giuly, concentrandosi sulla spensierata età, quasi matura, del suo amico Randy.
“Bene caro Randy…tu fai lo spiritoso…e il tuo appuntamento?”
Il suo giovane amico abbandonò, istantaneamente, la posizione rilassata con la quale dominava il letto comprato in quello scatolone blu in fondo a via Mantova, si sedette e subito osservò la sua amica. Quelle parole appena pronunciate gli crearono tutt’attorno un vortice d’ansia.
“Non è un appuntamento…è solo una ripetizione di matematica…”
“Ma se hai anche comprato un paio di jeans nuovi…e andiamo, puoi mentire al Botta, non a me…lo so che quando compri qualcosa di nuovo significa che sei in ansia. Prima spacci per un appuntamento una ripetizione di matematica e adesso cambi idea?” Adesso era lei a prendersi gioco del buon Randy.
“Sì  ma…tecnicamente mi sono reso conto…che se vogliamo proprio vederla da questo punto di vista…il Botta aveva ragione, si tratta solo di una ripetizione di matematica e non di un appuntamento vero e proprio.”
“Ti stai emozionando…” disse semplicemente Giuly.
“Eh sì…- confessò Randy - non so perché, non è la prima volta che esco con una ragazza eppure…”
“...e hai anche mentito al Botta facendo quello sicuro di sé…” rideva Giuly, osservando il nervosismo del suo giovane amico.
Già il Botta, dopo lo scetticismo iniziale davanti alla vetrina di quel negozio all’inizio di via D’Azeglio, il ragazzo si era lasciato andare allo shopping sfrenato. Utilizzando buona parte dei suoi risparmi, era uscito qualche minuto dopo con un considerevole numero di t-shirt di ogni colore e con in testa un cappello vagamente modaiolo e rockeggiante. Mentre il povero Randy si era limitato ad un paio di jeans nuovi, sentendo crescere dentro di sé l’ansia per il suo appuntamento-ripetizione con Laura.
“Beh se parti così…non è proprio il massimo…”rifletté Giuly.
“Non avresti qualche consiglio?” chiese speranzoso Randy
“Chiedi consiglio a me sulle relazioni interpersonali?” la ragazza diede spazio ad una sana ed intelligente autoironia.
“Già…è vero…” sorrise Randy.
Eccoli lì, due età diverse, vite differenti, esperienze lontane chilometri ma qualcosa in comune. Un giorno dopo importante. Giuly e il suo primo giorno di lavoro, Randy e il suo appuntamento-ripetizione con una ragazza che quando sorrideva faceva venire in mente soltanto i colori più belli di un arcobaleno appena accennato.
Ah! Anche un’altra cosa in comune…una città che avrebbe accompagnato i loro sogni e le loro indecisioni durante quella notte illuminata da un pallido chiaro di luna. E la Parma ancora scorreva…nascondendo a tutti il fatto che si trattasse soltanto di acqua.
“Prova soltanto a rilassarti Randy…”
“Ho capito…mi arrangio…”
I due amici proseguirono le prove…ognuno chiuso nella propria camera, animando così il loro tardo pomeriggio.

03/03/2010

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