Tarantino
di Delfina Rattazzi
Quentin Tarantino è il re di Hollywood dopo l’inaspettato successo dei suoi bastardi senza gloria nei cinema americani durante lo scorso weekend. “Inglorious Basterds”, la prima volta di un titolo volutamente sgrammaticato sul grande schermo, ha guadagnato 37.6 milioni di dollari nelle sale. Il trailer con Brad Pitt nel ruolo di un ufficiale del sud degli Stati Uniti, zeppo di nazisti feroci e promesse di una violenza inaudita e forse comica, spopola da mesi su Facebook. Questa saga splatter di una vendetta a danno dei soldati del Fuhrer durante la seconda guerra mondiale, in Francia, dura due ora e mezzo. Presentato a Cannes, lo scorso maggio, il film ha fatto storcere il naso, e forse anche lo stomaco, a molti critici europei. Ma in America questa saga guerresca è stata accolta con molto rispetto. E’ grande cinema dice Time.
Dopo l’insuccesso di Grindhouse, praticamente un film in codice, il regista di Pulp Fiction e Kill Bill torna agli schermi nello stile del suo amato Sergio Leone, con forse più adrenalina nelle vene. Tarantino ha detto di dovere molto al cinema italiano. Da ragazzino perdeva la testa per gli “spaghetti western” ma anche per i famosi film “poliziotteschi” degli anni Settanta. <<I grandi artisti non copiano, rubano>> sostiene Tarantino.
Nato a Knoxville nel 1963, il regista dei bastardi senza gloria scrive la sua prima sceneggiatura a soli 14 anni. Da giovane lavora a lungo presso un videonoleggio nell’area di Manhattan Beach a Los Angeles. Nel 1989 vende la sceneggiatura di Natural Born Killers a Oliver Stone. Gira Il suo primo film, Le Iene, in sole 5 settimane nell’estate del 1991. Il suo stile cinico e sanguinario non piace a tutti. Ma Pulp Fiction diventa un film cult, uno dei pochi simboli degli anni Novanta. La serie Kill Bill è un omaggio ai film di kung fu che il regista, attore, produttore e sceneggiatore ha amato da ragazzo. Uma Thurman in tuta gialla colpisce l’immaginario giovanile come la sua spada da samurai. E’ violento, è grottesco, ma Quentin Tarantino è anche un grande virtuoso della settima arte. Non c’è un attore che non sogni di lavorare per lui. Dopo una campagna low cost su Twitter e sui social network, Inglorious Basterds, è partito con un bang. Forse è guerra come non l’abbiamo vista mai: più cruenta, crudele ed estrema di come sia mai apparsa sul grande schermo. Ma con il vecchio Quentin la risata è sempre dietro l’angolo.
01/09/2009