Alla scuola Maria Luigia, un prato 'vero' rimpiazzato da uno di plastica
Egr. Direttore,
ho notato con dispiacere che il prato del campo da giochi della scuola Maria Luigia (visibile da viale S. Michele) è stato rimpiazzato quest'estate da un prato "sintetico" che copre quasi tutta l'area. Prima c'era un prato naturale con erba e arbusti.
Oltre ad essere stato cementificato un prato "vero" con conseguente perdita ambientale c'è anche un danno educativo poiché un prato naturale ha importanti aspetti didattici per i bambini che hanno un'innata curiosità anche per le cose più piccole.
Ho frequentato quella scuola e ricordo la scoperta dei vari tipi di erbe e animali.
Era presente il trifoglio, e ci si scatenava alla ricerca dei quadrifogli, e poi menta, malva e ortiche con cui si narrava venissero fatti dai nostri nonni decotti curativi, graminacee, margherite, camomilla, viole e altri tipi di fiori.
Nel prato vivevano diversi animaletti come lombrichi e lumache che uscivano dopo i giorni di pioggia, lucertole che stavano ferme sotto i raggi del sole, formiche che trasportavano oggetti molto più grandi di loro e ti morsicavano se le molestavi, scarabei che costruivano strane palline, coccinelle colorate che si posavano di loro iniziativa sulle mani, api che si posavano sui fiori e ragnetti che intrecciavano curiose ragnatele, alcune con fili appiccicosi e altre no. E poi c'erano gli uccelli ad esempio merli, tortore, gazze e passerotti che lì si fermavano a beccare qualcosa e a rincorrersi.
In un prato si imparava anche a capire il passare delle stagioni; dopo il periodo invernale quando tutto si ferma, a marzo spuntano le gemme, rinascono i fiori e si rivedono gli animali che erano “scomparsi”.
Quando rientravamo in classe con le nostre "scoperte" ancora vive in testa facevamo domande alla maestra che rispondendo insegnava sempre qualcosa.
In quel prato “vero” centinaia di bambini delle classi elementari giocavano a scoprire il mondo; ora il prato di plastica viene utilizzato da due squadre di ragazzi per giocare solo a calcio o a rugby.
Enrico Copercini,
segreteria Legambiente Parma
03/11/2009