"Comuni si alleati con altri Comuni per fare
Stato e non viceversa"
"Finita l'ideologia, sono rimasti i tifosi nostalgici. Finiti i partiti, sono rimaste combriccole dedite agli affari e alle lottizzazioni. Finiti i leader, sono rimasti i guitti dell'ipocrisia. Hanno tolto il progetto di vita alle persone ridotte a zombi di servizio... disposti a tutto per la loro convenienza. Interpretano modi di pensare e di vivere una realtà che non esiste già più. La politica non è più politica e i politici non sono più tali. Un senza senso. Svelati dalla rete. Finalmente!! La realtà adesso è un'altra.
Il digitale e l'erosione del senso rendono obsolete queste categorie. Il "comando - controllo" fisico degenerato in "telecomando" è alla resa. Vive sul residuale ignorante e nostalgico. Una classe dirigente e politica incapace di generare futuro, perché è un sistema che non ha futuro. E' finito nonostante le cariatidi, ancorate nelle fazioni, faccian di tutto per tenerlo in vita. Ma sono esangui. L. Feuerbach: "Se vuole dar vita ad una nuova epoca, l'umanità deve rompere con il passato senza rimpianti..."
La rete costituisce il nuovo modo di interagire. Loro, i politici, sono inutili. Semmai vi sarà un altro modo di far politica e un altro modo di amministrare la cosa pubblica. Ora è solo un nostro problema culturale. Politici e burokratia sono sostituiti dal saper fare rete. Tutte le sovrastrutture politico-burocratiche sono divenute un museo di come era!! Sono come le stazioni dei cavalli dopo la ferrovia. Musei del passato. Ma non vedete quando questi apron bocca? Patetici!!... e perseverano impuniti nel danno.
E' la comunità che deve appropriarsi della politica, come scelte di convivenza, non come concessione a pochi di dettare la loro "carta" funzionale a sé e alle lobby di comodo. E' la Comunità che decide cosa fare dei propri luoghi. Non si demanda, ma si dialoga e si decide dando voce anche alle minoranze. Le Comunità (i Comuni) si alleano con altre Comunità per fare Stato e non viceversa. Non è lo Stato che decide, ma sono i cittadini. Lo Stato è sovrano se il popolo è sovrano, ma oggi non lo è più, quindi neppure lo Stato lo è! L'attuale sistema è volutamente complesso per non consentire la comprensione e la facilità di accesso. Sono tutti predoni e predatori di vita altrui. Perché non ho quasi mai visto un giudice dimettersi consapevole che il sistema non può più generare giustizia? Cosa ci stanno a fare? E parlo dei giudici che dovrebbero essere l'espressione morale più alta del Paese.
Questa politica e questi politici hanno tenuto una società allo stato della regressione per dominarla più facilmente. Hanno boicottato i saperi, le intelligenze per fini miserevoli, interessi personali. Per questi politici le elezioni sono una vincita alla lotteria. Ci costeranno 1.250.000 euro cadauno per i prossimi 5 anni questi fantocci eletti alle regionali. In cambio di che? Il niente!! Solo un costo. Generatori di un indotto burocratico moltiplicato esponenzialmente. Tutto il sistema è occupato da lottizzati, tifosi e affaristi. In nome della comunità!! Ridicoli falsari!!
La gente vorrebbe cose semplici: casa, sanità, conoscenze, esercizio del sé, giustizia. La base del vivere civile. Altrimenti che civiltà è? Sono i diritti di civiltà. Ed è per salvaguardare questi diritti che ogni persona si impegna in doveri di civiltà: responsabilità, consapevolezza, impegno, rispetto dell'altro e dell'ambiente.
I miti indotti dalle sottoculture contemporanee stanno distruggendo le menti, l'anima delle persone. Nessun politico che ha portato a questo sfacelo può essere idoneo per essere rappresentativo di coscienze, ma solo di malaffare. Una società depressa, in balia di alcol, stupefacenti, malata da cibo, impoverita delle proprie abilità, inquinata all'inverosimile, imprigionata in un ambiente e in un contesto annichilente, non ha futuro.
Si deve avere il coraggio di staccare la spina, cambiare se stessi, liberarsi da consumi diabolici, togliersi da questa palude di servi di un sistema in putrefazione che ha tolto ogni profondità all'azione per l'esercizio della banalità e sopraffazione.
Luigi Boschi"
06/04/2010