Santoro-Rai è il docufilm
di un Paese
L'autore, come si definisce Michele, ha esposto non solo un problema tra lui e la Rai, ma tra gli esseri liberi e il Paese! Un Paese intero trasformato in format e gli autori sono stati sepolti vivi... o costretti ad adeguarsi. Santoro fotografa la realtà, e forse non solo italiana, in cui non è che manchi la libertà, ma le istituzioni pubbliche sono appiattite a stanze di compensazione per riversare sui cittadini ciò che altri, da fuori, hanno deciso di fare. E questo è il nuovo Statalismo. Gli apparati di Stato... che non sono più l'equivalente di pubblico!... ma espressione di centri di potere oligarchico.
Quanti "autori cittadini" dovrebbero chiedere agli eletti Sindaci, Presidenti e vari politici: *"Ma ritenete davvero che siamo una risorsa culturale per il Paese?" E se sì, perché avete sempre generato un contesto che osta la nostra autodeterminazione o la capacità di elaborare "contenuti" proficui al Paese?
Parafrasando la Rai con lo Stato e i cittadini con Santoro questo è il punto di stallo di un Paese! Un paese Italia che non ha saputo valorizzare talenti, che ha depresso la ricerca, impedito il nuovo... tutto per che cosa? Per interessi personali, per difendere la propria poltrona, per il clientelismo, per baracconi corporativi, per ingrassare un mostro burocratico per lo più inutile e di cui oggi si chiedono i tagli!! Era a tutti evidente che la strada era idiota... e chi furono i fautori di questa
politica? E non ci si nasconda dietro la stupidità della fazione!!...
Quanti cittadini si possono sentire mobbizzati, boicottati dal proprio Paese, così come dice essere stato oggetto Santoro, dai propri rappresentanti delle Istituzioni che hanno inteso il potere come forma coercitiva per imporre la stupidità in vigore del momento?
Santoro-Rai è il docufilm di un Paese incapace di rinnovarsi che specula sull'ignoranza e l'impossibilità ormai del cittadino di interagire con i centri di governo pubblico, divenuti autoreferenzuiali e propinatori di format funzionali al sistema.
Complimenti a Michele che ha saputo coltivare nel tempo un terreno e le condizioni, anche economiche, per far emergere pubblicamente e abilmente questa frattura fra l'autore e il suo editore, ma è pure la frattura fra il cittadino e il suo Paese, editore dell'opera dei suoi abitanti... non tutti relegabili a format di Stato.
Luigi Boschi
07/06/2010