Forme della leggerezza. L'ultimo saggio di Paolo Lagazzi sarà protagonista di un incontro alla bibliteca Guanda cui parteciperà anche l'autore. Venerdì 28 maggio 2010 alle ore 17.30
Informazioni Tel 0521.218880
Forme della leggerezza. E' questo il titolo del saggio di Paolo Lagazzi (Archinto Editore) che verrà presentato, venerdi 28 maggio alle ore 17.30, presso la biblioteca Guanda di vicolo delle Asse, 5. Conduce l'incontro Giuseppe Marchetti. Alla presenza dell'autore, interverranno Davide Barilli, Leopoldo Carra e Stefano Lecchini.
Paolo Lagazzi è nato a Parma nel 1949, vive e lavora a Milano. In ambito critico si è occupato in prevalenza di letteratura italiana del Novecento, ma i suoi studi e interessi spaziano dalla pittura al cinema, dalla poesia giapponese allo Zen al romanzo giallo alle fiabe. Ha collaborato e collabora a molte fra le più note riviste letterarie e di cultura italiane (tra cui “Nuovi Argomenti”, “Paragone”, “Poesia”, “Diario”), ad alcune straniere (l’americana “YIP”[“Yale Italian Poetry”], la francese “Cahiers du CERCIC”, le giapponesi “Shigaku” e “Kai no hi”) e a diversi quotidiani. Ha curato, dal 1986 fino alla chiusura, “Il Nuovo Raccoglitore”, inserto quindicinale di cultura della “Gazzetta di Parma”. Ha collaborato ai programmi culturali della RAI.
In un mondo troppo spesso dominato dal demone della pesantezza, dalla rigidezza delle idee e dal risucchio asfissiante delle cose, Paolo Lagazzi ha cercato per anni, nella letteratura e nell'arte, l'orizzonte della leggerezza: la leggerezza come freschezza di segni e colori, gusto della magia, palpito sottile dell'azzardo, soprattutto come respiro dell'anima. Questa ricerca lo ha portato in molti luoghi, tra svariatissime forme dell'esperienza e dell'intuizione. Spostandosi dall'antichità ai giorni nostri e dall'Occidente a diversi Orienti, confrontandosi con classici supremi e con autori decisivi del Novecento, esplorando maestri segreti o scrittrici dimenticate, ma di alto valore, in questo libro il saggista ci avvicina a opere capaci di trascinarci nei voli fatati della rèverie e nella danza rapinosa delle immagini, ci immerge entro pagine vibranti del movimento della vita, aperte al gioco ondoso, erratico del possibile e dell'impossibile.
22/05/2010