PARMA, 16 OTTOBRE – “Il momento politico della seconda Repubblica sta andando verso l’esaurimento. Questo avverrà entro questa legislatura e quindi abbiamo 3 anni circa per preparare un partito in grado di dare voce a quegli elettori che in questi anni hanno votato soprattutto per il Pdl, ma anche in parte per il gruppo della sinistra o per l’Udc, e che, insoddisfatti dall’attuale situazione, vogliono dare votare a una realtà nuova: quella del dopo-Berlusconi”.
Da queste premesse nasce il partito di Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma e attuale presidente del consiglio comunale. La presentazione del movimento ‘Italia Migliore’, cellula che darà vita al progetto, è già prevista per il prossimo 24 ottobre all’Hotel San Marco di Pontetaro.
“Per dare una risposta agli elettori noi crediamo debbano costituirsi diversi movimenti dal raggruppamento dei quali nascerà un partito”. Capofila sarà appunto ‘Italia Migliore’. “Non abbiamo la presunzione di fare il nuovo partito. Vogliamo fare la nostra parte in questo percorso” spiega l’ex primo cittadino.
Quello del futuro della politica italiana non è un problema che tocca solo Parma. “Le stesse domande se le stanno ponendo in Trentino, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto, in Lombardia e in Liguria” spiega Ubaldi. Nell’Italia del nord stanno nascendo movimenti volti ad aggregare quella parte dell’elettorato che negli ultimi anni non si è schierata ma che ha preferito puntare sulle liste civiche o che è stata a guardare, in attesa di una soluzione diversa”. ‘Italia Migliore’ riunirà quindi “persone che hanno voglia di mettersi in campo a livello nazionale in quel processo di rimodulazione del sistema politico che, a nostro avviso, ci sarà dopo il fallimento e la grande insoddisfazione generata dall’attuale situazione”.
Un movimento che non ha rapporti di legami diretto con ‘Italia Futura’, l’associazione fondata da Montezemolo, ma che persegue gli stessi obiettivi, come conferma Ubaldi: “Si pone gli stessi problemi e dà soluzioni analoghe. Poi la fondazione di Montezemolo dichiara di non voler costituire un partito mentre noi dichiariamo il contrario”.
Jessica Bruno