Ubaldi si schiera con Rutelli
"Siamo diversi da Berlusconi"
PARMA, 3 NOVEMBRE - Elvio Ubaldi, uno degli 11 firmatari del manifesto dei rutelliani, non crede «in un partitino che scenda in campo adesso e si metta in competizione con quello che c'è». «Guardiamo al dopo Berlusconi - spiega - perchè con l'uscita di scena del suo leader, il Pdl si sfascerà lasciando orfani di rappresentanza molti italiani. A questi cittadini vogliamo dare un'offerta politica diversa dall'attuale e da quella dell'Udc di Casini».
Ubaldi, 62 anni, ex sindaco di Parma (per due mandati), è stato fondatore di un movimento civico centrista (Civiltà Parmigiana) che, per certi versi, ha fatto scuola. Perchè con Rutelli? «Credo che Rutelli abbia preso atto dell'assoluta inadeguatezza di questo sistema e della necessità di andare oltre. Lui nel Pd e io siamo arrivati alle stesse conclusioni. Se n'è accorto anche Bersani, politico capace e intelligente, che però ha fatto una scelta socialdemocratica. Non c'è nessun rimpianto per la Prima Repubblica. E credo che il nostro scopo non debba essere sommarci all'Udc, troppo connotato come partito per i cattolici e troppo tiepido nella proposta riformatrice. Noi dobbiamo fare un partito che diventi il primo in Italia.
Nessuno chiede a Casini di farsi da parte, gli si chiede di mettersi in gioco». Per Ubaldi, il movimento deve però restar fuori dalla prossime Regionali: «C'è il rischio di ammazzare il bimbo nella culla. Non siamo pronti al confronto elettorale, perchè non abbiamo l'organizzazione per affrontarlo e perchè scendere in campo adesso ci obbligherebbe a scegliere tra gli attuali schieramenti e noi guardiamo al dopo. Personalmente sono contrario alla creazione di un gruppo parlamentare anche se ne stiamo ancora discutendo con Rutelli». «Si rischia di creare un gruppo di vertice costretto a lavorare con il contingente e che poi di queste scelte dovrà dare conto oltre il contingente. Rutelli ha già fatto il passo. La sua è stata una scelta importante perchè apre un percorso che fa emergere l'insoddisfazione e il dissenso. Anche dall'altra parte. Esiste il malessere di gente reclutata, ma che non vede l'ora che si arrivi allo scioglimento del Pdl. È come un nuovo muro che cade - dice Ubaldi - Mi auguro che il rimescolarsi di queste forze sia salutare».
03/11/2009