In manette il pusher 'a domicilio':
pizzicato con 600 grammi di hashish
di Andrea Bezzi e Jessica Bruno
PARMA, 2 SETTEMBRE - Pusher presenze fisse dei parchi cittadini, che avvicinano giovani e 'clienti fissi', che offrono droga nei pressi delle panchine? Dimenticateli. Le telecamere di videosorveglianza fanno rischiare troppo a chi, per mestiere, fa lo spacciatore. Così, anche a Parma, 'gli esperti del settore' stanno cambiando strategia, portando direttamente a domicilio le dosi ordinate. Prova ne è l'arresto, alle prime luci di questa mattina, di un tunisino classe '90, trovato con un borsello pieno di hashish pronta per essere consegnata ai suoi clienti.
La tecnica è già utilizzata in altre città. A Parma, invece, questo è il secondo arresto di 'speedy-droga'.
Questa notte, alle 3.50, una pattuglia della squadra volanti, in servizio in quella zona, ha notato una Ford Escort parcheggiata all'angolo tra via Garibaldi e viale Mentana con due persone a bordo. Il fiuto degli agenti li ha portati ad effettuare un immediato controllo. Quella tipologia di auto, è risaputo, è la più facile da rubare e quelle due persone che confabulavano, a bordo, lasciavano intendere qualcosa di strano. Sul sedile del guidatore stava un parmigiano. Di fianco a lui un tunisino classe 1990, S.H., notevolmente teso. Eppure il ragazzo una certa confidenza con le forze dell'ordine dovrebbe averla. Almeno a giudicare dal suo curriculum: a giugno è uscito di cella per i reati di spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. Notando il timore nel volto del 20enne gli agenti hanno perquisito i due. Il parmigiano non aveva addosso nulla che potesse insospettire il poliziotti. A fare storcere il naso agli uomini di Roberto Cilona, invece, quei 660 euro in contanti nelle tasche del tunisino. A quel punto è scattata la perquisizione del mezzo. E proprio sotto il sedile del passeggero, nemmeno troppo nascosto, tra le gambe del tunisino è spuntato un borsello colmo di droga. Lì dentro erano nascosti circa 600 grammi di hashish suddivisi in panette e piccole dosi. Non è stato difficile ricondurre la borsa al 20enne straniero: dentro c'era anche il Cud del tunisino.
Il giovane, da pochi mesi uscito dalla cella di via Burla, è irregolare sul territorio anche se qualche lavoretto, per poi chiedere il permesso di soggiorno, lo aveva fatto. Però la patente non poteva averla. E così si faceva 'scarrozzare' per le vie della città da chi il documento di guida lo possedeva.
Gli agenti non hanno fatto fatica a comprendere come operasse lo straniero e così sono andati alla ricerca della 'base operativa'. Sono entrati poco dopo nell'appartamento di via Corso Corsi, dove il ragazzo risiede, e, neanche a dirlo, hanno trovato gli attrezzi del mestiere. Un cutter stava a testimoniare che il tunisino preparava le dosi a casa per poi portarle a domicilio ai clienti abituali. Nella casa hanno trovato anche un connazionale dello spacciatore, irregolare, che questa mattina verrà processato. Intanto sono scattate le manette ai polsi di S.H., trasportato nel carcere di via Burla con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
02/09/2010