PARMA, 9 NOVEMBRE – Maxi-operazione dei carabinieri nell’ambito dei festini a base di coca e sesso legati all’arresto di Rocco Bormioli. Ieri sono finite in manette 19 persone tutte con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il pm della procura della Repubblica Giorgio Grandinetti ha infatti emesso altre misure restrittive. Oltre ai 19 provvedimenti sono arrivati anche 2 ordini di arresti domiciliari, 1 divieto di espatrio e 2 obblighi di presentazione.
I carabinieri hanno sequestrato beni per 800 mila euro. Quadri, auto, orologi, borse, bottiglie di champagne e gioielli dati in ‘pegno’ per acquistare la cocaina. Oggetti riconducibili a Rocco Bormioli, l’ex magnate del vetro finito in manette lo scorso marzo.
L’operazione, che ha visti impegnati più di 40 uomini dell’Arma, si è svolta tra Parma, Fidenza, Salsomaggiore, Lecce, Nuoro, Mantova, Pisa, Bolzano e Rimini.
Nel pomeriggio di ieri le prime sirene spiegate. Sono finiti in manette, con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, parmigiani noti, come Giorgio Becchetti, titolare del bar Harry’s, Roberto Del Grano, proprietario dell’Evolution, e Massimo Margaritelli. Questi sono stati trovati in possesso di beni di lusso che, probabilmente, venivano utilizzati per comprare la droga. La coca, poi, veniva venduta a un prezzo molto superiore rispetto al valore di mercato e finiva sulle tavole della Parma-Bene. Per Becchetti, oltre al capo di accusa per spaccio, si aggiunge quello per induzione e sfruttamento della prostituzione. Pare fosse proprio il barista, infatti, a contattare le ragazze che prendevano parte alle feste organizzate da Bormioli.
All’interno di questo contesto si collocano poi altri personaggi, in gran parte stranieri, ai quali ci si rivolgeva per alimentare il ricco mercato parmigiano al quale pochi privilegiati avevano accesso. Tra questi diversi albanesi, marocchini e una ragazza rumena.