Gli animalisti contro Max Mara,
la polizia interviene
PARMA, 14 MARZO – "Milioni di animali vengono uccisi ogni anno dall'industria della pelliccia, un'industria senza scrupoli, nascosta dietro al luccicante mondo della moda e dello spettacolo, che creano desideri volubili e allontanano gli individui dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti". Questo quello che si legge sui volantini distribuiti dai ragazzi dei gruppi Animals freedom e Parma animals actions, cha anche questo sabato -come fanno da cinque settimane a questa parte- hanno deciso di manifestare in via Cavour contro l'utilizzo di pellicce animali negli abiti della catena di moda Max Mara.
I ragazzi che animano la protesta dicono che, rispetto alle scorse settimane, sono stati fatti spostare dalle forze dell'ordine da davanti al negozio della catena di moda reggiana "perché disturbavamo". “Vorremmo che, – spiega uno dei ragazzi che presiede la protesta - come hanno fatto Coin, Upim e Oviesse, venissero ritirati i capi di pelliccia veri dalle loro collezioni”. Ma, come ci spiega lo stesso ragazzo, tra i cittadini c’è molta indifferenza e molta ostilità; le donne parmigiane che passeggiano in via Cavour sfoderando orgogliose la loro pelliccia, ma quando vedono i cartelloni dei ragazzi in protesta abbassano lo sguardo e scappano via.
13/03/2010