Al parco è un bivacco di stranieri
E i bimbi scappano
PARMA, 12 MARZO - E' stanca, arrabbiata e infastidita la signora Cinzia, la donna che da oltre 20 anni gestisce il bar Obelisco in piazza Matteotti.
"Sono furiosa, ed è dire poco. In oltre 10 anni ho visto questa piazza essere al centro di mille polemiche, prima come ritrovo di spacciatori, poi per episodi di violenza legati all'alcol." E' realmente arrabbiata Cinzia, ma nei suoi occhi si legge la tristezza di chi, nell'Oltretorrente, ci vive e ci lavora da buona parte della vita.
"Io pago le tasse come tutti, anzi per meglio dire pago le tasse come i commercianti di piazza Garibaldi, però non siamo considerati allo stesso modo" e aggiunge "Questa piazza era una delle più belle piazze di Parma, ora è stata dimenticata, il Comune nonostante le nostre mille lamentele non ci considera, ma noi le tasse le paghiamo come i commercianti del centro."
Sentiamo continuamente parlare di tolleranza: "Ma come si fa a essere tolleranti, mi chiedo. Una mattina avevo lasciato la porta del bar aperta ed ero uscita a pulire i vetri esterni. Quando sono tornata dentro mi sono trovata un extracomunitario che cercava di aprire la cassa. Da allora chiudo, specialmente al mattino fino a che non arrivano i miei clienti abituali."
"Anche i commercianti del mercato- continua - hanno paura a venire qui, e a mio avviso fanno bene." Ci racconta una lunga storia la signora Cinzia, ci spiega l'evolvere della situazione nella piazza: "Da quando ha aperto quel negozio di russi che vende alcolici a prezzi stracciati abbiamo finito di vivere, gente che dorme nelle aiuole, fanno i loro bisogni sui portoni, e i bambini e i ragazzi al pomeriggio non giocano più nel piazzale, ma vanno in centro. Le mamme giustamente hanno paura, ma tutti noi abbiamo paura, la maggior parte delle persone qui sono anziani, come possono tutelarsi?"
A proposito dei bambini, il signor Gerardo del negozio di computer che affaccia su piazzale Matteotti, ci racconta: "Qulache anno fa i bambini non sapevano dove andare a giocare e venivano nel mio negozio, e io li facevo giocare al computer, oppure mi aiutavano con le riparazioni; molte mamme mi hanno ringraziato, e in poco tempo mi sono ritrovato a essere un luogo di ritrovo per i pomeriggi dei più giovani, vista la scarsa sicurezza e igiene nel piazzale."
Stanchi, demoralizzati i commercianti si sentono abbandonati e si chiedono: "Cosa intende fare per noi il signor Vignali?"
12/03/2010