Alberto Bertoli, Segretario di CONFARTIGIANATO Imprese Apla Parma.
Incubo Irap quanto pesa questa tassa sulle spalle degli imprenditori?
Nei momenti di crisi tutto quello che si può togliere a livello di tassazione è ben visto. Un esempio è l’ Irap, una tassa (introdotta da Visco, ndr) considerata iniqua perché va principalmente a colpire il costo del personale dipendente e l’ indebitamento. Oggi, invece, dovrebbero essere sostenute le imprese che mantengono i dipendenti, e diminuite le tasse. D’altra parte non è giusto andare a colpire anche le ditte che inevitabilmente si devono indebitare per mantenersi.
Direttore, facciamo un esempio pratico. Quanto grava questa imposta regionale sull’ attività produttiva, in punti percentuali?
La tassa è oggi del 3,9 %, alcuni anni fa era del 4,25%. Si auspica che possa diminuire ulteriormente con la Finanziaria 2010. Tradotto, significa che una ditta che ha un indebitamento oggi di 100.000 euro, paga alla banca gli interessi passivi e ha un onere del 3,9%. Basta f
ar due conti per capire il risultato...
In questo momento il tasso di sofferenza delle imprese è molto alta: a livello di fatturato, produzione ed esportazione come stanno cambiando le cifre?
Purtroppo, per l’anno 2009, i dati ufficiali del primo semestre indicano tutti dei segni negativi. Partiamo delle industrie: nel secondo trimestre presentano un indice del -11,8%: una catastrofe. Anche il fatturato si è attestato sul -13,9 %. Infine, le prospettive non sono rosee neanche nell’ esportazione perchè i dati parlano del -20,4% (-28,8% i dati a livello regionale). In ogni caso Parma, grazie al settore agro alimentare, riesce a tenere bene.
Le aziende sembrano coriandoli, sono così leggere che rischiano di essere polverizzate dalla tempesta economica globale. Cosa fare per non essere spazzati via?
Per uscire dalla crisi senz’ altro servirà abbassare la pressione fiscale come stanno già facendo alcuni stati europei , poi bisogna cercare nuovi mercati, sia europei che extra europei; non ultimo aiutare l’ impresa a mantenere il livello di credito verso le banche, o perfino aumentarlo perché per ripartire occorre anche avere liquidità.
A proposito, sta migliorando la situazione creditizia?
Se la rapportiamo a fine 2008 e inizio ‘09 dobbiamo dire che le banche hanno fatto un grosso sforzo. Ovvio che oggi la concessione degli istituti bancari di credito è più selettiva di una volta; chiedono strumenti di controgaranzia.
Ma perché gli esperti di economia auspicano come unica soluzione l’ innovazione?
Le piccole imprese devono innanzitutto ‘fare rete’ per essere competitive con l’ estero, poi creare innovazioni di prodotto, altrimenti non si possono proporre nei mercati quali India e Cina e paesi che oggi hanno il Pil in crescita del 6-7% quando l’ Europa ha ancora valori del -4 -5% .
(BB)
Ha collaborato Giuseppe Caro