Il mondo di Vivien, fotografa della vita
Nella vita accadono spesso cose “per caso”, ma quanto c’è di veramente casuale in ciò che viviamo? Esistono, forse, trame sottili che si intrecciano, ci celano, si rivelano a nostra insaputa? Quando leggo la storia quasi incredibile di Vivien Maier mi ritornano puntuali queste domande…Vivien Maier, classe 1926, nata in Francia ma emigrata giovanissima negli Stati Uniti, bambinaia di professione, morta nell’anonimato e in miseria lo scorso anno: una vita destinata a rimanere sconosciuta, una fra le tante che passano sulla Terra se non fosse che, per un misterioso incrocio, l’ordito della sua vita si intreccia con quello di John Maloof, agente immobiliare, appassionato di fotografia, che alcuni mesi orsono acquista ad un’asta per poche centinaia di dollari un pacco di negativi fotografici e rullini ancora da sviluppare, in totale 40.000 negativi e 15.000 scatti ancora conservati nella custodia del rullino…ed ecco che il detonatore esplode: quegli scatti acquistati alla cieca, con un fiuto da esploratore, rivelano un patrimonio di immagini di grande intensità e bravura, foto scattate tra le strade di Chicago, che ritraggono un’umanità variegata e quotidiana. L’autrice è proprio lei, Vivien Maier, la bambinaia appassionata di fotografia che ha trascorso la sua vita girando per la città con la sua fedele Rolleiflex e documentando con l’occhio attento dell’osservatrice, scene di ogni genere: bambini assorti nei loro giochi, uomini e donne colti in attimi di quotidianità, racconti di vita straordinariamente intensi nella loro banale semplicità. Vivien sapeva dosare sapientemente cronaca e poesia e lo ha fatto con un occhio attento oltre che alla narrazione anche all’equilibrio formale compositivo, donandoci immagini amatoriali degne dei migliori fotografi dell’epoca. Scorrendole, si ha la sensazione viva e nitida di essere nel bel mezzo di quelle scene, con i loro odori, sapori, atmosfere quasi le respirassimo in quel momento. È uno spaccato della Chicago che va dal dopoguerra fino agli anni ’70, osservato, gustato e custodito nel silenzio di pellicole mai sviluppate e conservate così nel tempo, tenute solo per sé.
John Maloof con certosina pazienza ha ricostruito la vita di questa signora, di cui poco o nulla si sa, solo che portava abitualmente abiti maschili e grandi cappelli, partendo da una piccola traccia, un nome riportato con calligrafia minuta su un lato di una foto; dopo varie ricerche riesce a risalire a lei ma…ancora una volta la sorte ci mette il suo zampino malizioso: Vivien è morta pochi giorni prima dell’inizio delle ricerche di John, lasciando dietro di sé scarsi indizi di una vita silenziosa e solitaria e una straordinaria testimonianza fotografica venuta alla luce “per caso”.
L’invito ora è di scoprire Vivien Maier osservando la vita con i suoi stessi occhi: è tutto contenuto nel blog in cui John Maloof pubblica, rinnovandole costantemente, le foto ritrovate e progressivamente stampate.
Si prevede a breve l’uscita di un libro che documenterà questo sorprendente ritrovamento.
www.vivianmaier.blogspot.com
28/04/2010